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Autore

Patrizia Castelli

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Teambuilding e neuroscienze

Costruire un team performante e di successo è un obiettivo ambizioso, richiede uno sforzo a tutta l’organizzazione e in particolare ai leader. Le recenti scoperte nel campo delle Neuroscienze ci offrono una maggiore comprensione del funzionamento del cervello sociale e della sua relazione con il comportamento umano, incluso il modo in cui i membri di un team interagiscono e collaborano.

Comprendere il Cervello Sociale e l’Intelligenza Emotiva

La ricerca – attraverso studi sull’ossitocina, l’ormone dell’empatia – e la teoria dei “neuroni a specchio”, dimostrano che l’appartenenza ad un gruppo è una necessità innata dell’essere umano, che il cervello è cablato per comprendere, imitare e rispondere alle azioni e alle emozioni degli altri.

Siamo biologicamente predisposti a collaborare: quando le persone lavorano bene e si supportano tra di loro, i loro modelli di attività neuronale (impegno di aree specifiche nel cervello) e i processi fisiologici (come il movimento e la percezione) si sincronizzano. Al contrario, la mancanza di appartenenza, fattori come la competizione e la pressione eccessiva, portano a stress e ansia e favoriscono la produzione di adrenalina e cortisolo. Questi ormoni, da un lato attivano una risposta rapida, mettono in allerta tutto il fisico e il cervello, dall’altro portano via via ad un esaurimento delle risorse, uno spegnimento della capacità funzionale della mente e del corpo.

La comprensione di ciò permette di sviluppare una maggiore consapevolezza dei nostri comportamenti sociali e di coltivare relazioni di fiducia all’interno del team. Costruire un team performante e di successo è un obiettivo ambizioso, richiede uno sforzo a tutta l’organizzazione e in particolare ai leader: è necessario, ad esempio, individuare leader che coltivino la collaborazione, facilitino il senso di appartenenza al gruppo, incoraggino l’apertura e la coesione, la condivisione di idee riducendo le barriere tra le persone.

La piramide del Team di Patrick Lencioni

Patrick Lencioni, esperto di dinamiche di team, nel suo famoso libro “The Five Dysfunctions of a Team”, ha delineato una struttura gerarchica piramidale che pone le basi per un team di (in)successo.

Mentre Lencioni presenta la struttura in termini di DIS-Funzionalità, preferisco definire i pilastri per la squadra di successo in termini positivi.

• Fiducia
• Affrontare conflitti in modo costruttivo
• Impegno personale verso un obiettivo comune
• Responsabilità individuale e di team
• Attenzione ai risultati


Integrando le neuroscienze a questi concetti, possiamo ottenere una migliore comprensione di come questi fattori influenzino il cervello dei singoli membri del team e viceversa, e quanto sia importante prestare attenzione e cura mirate per massimizzare la collaborazione e creare team più performanti.

Team e Neuroscienze

Comprendere e valorizzare la diversità (del cervello)

Le neuroscienze ci insegnano che ogni individuo è unico, ogni persona ha un cervello unico che influenza la personalità, le abilità, le risposte agli stimoli, lo stile di apprendimento ecc.., e dimostrano che la diversità è un valore distintivo potenziante da accogliere e valorizzare perché può portare a una maggiore creatività e innovazione all’interno del team.
Tuttavia, la diversità può anche causare conflitti e incomprensioni se non gestita correttamente. Sviluppare l’Intelligenza Emotiva, cioè la capacità di comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri è una competenza altrettanto importante per creare un ambiente di lavoro positivo.
Oggi siamo fortunatamente in grado di identificare, misurare queste differenze e agire di conseguenza; un ottimo strumento per identificare il neurodesign e misurare la flessibilità e agilità cerebrale è: il Neuro Agility Profile™

Costruire la Fiducia e la Sicurezza

La fiducia è un elemento fondamentale per il successo del team. Le neuroscienze hanno dimostrato la fiducia si basa su processi cerebrali che coinvolgono l’ossitocina, l’ormone che promuove l’empatia e la connessione sociale.

I leader possono coltivare la fiducia all’interno dei team promuovendo la conoscenza reciproca, creando un ambiente di lavoro sicuro e positivo che utilizzi strategie come l’ascolto attivo, la condivisione di esperienze positive e la gestione delle aspettative, che incoraggi ad essere aperti e onesti nelle interazioni.
Esiste una correlazione provata tra fiducia e miglioramento delle performance e riduzione del turnover.

Gestire Conflitti costruttivi

Il confronto è un elemento essenziale per il processo decisionale in quanto permette di osservare e percorrere strade diverse, da prospettive diverse, e aiutare il team a trovare soluzioni migliori.
Con una gestione adeguata, anche la generazione di un conflitto può diventare opportunità di crescita e di miglioramento del team. Senza conflitti, il team può finire per prendere decisioni mediocri o inefficaci.
Ma se il conflitto degenera crea tensioni, attiva l’amigdala, la parte del cervello responsabile delle emozioni negative e delle risposte di difesa, attiva cortisolo e riduce ossitocina, logora le relazioni e depotenzia le abilità sia del team che del singolo.
I leader possono implementare strategie che insegnano a dissentire offrendo feedback costruttivi e promuovano la prospettiva condivisa e la risoluzione collaborativa dei problemi, la coesione all’interno del team.

Sviluppare impegno e responsabilità

L’impegno verso un obiettivo comune e la responsabilità individuale sono elementi cruciali per la performance del team. Le neuroscienze ci mostrano che l’impegno attiva la corteccia prefrontale, responsabile della pianificazione, delle decisioni e problem solving, dell’autocontrollo e della motivazione.
Utilizzando approcci basati sulle neuroscienze, come la definizione di obiettivi chiari e significativi, la creazione di una cultura di responsabilità e l’utilizzo di feedback positivi, i leader possono aumentare l’impegno e la responsabilità all’interno del team.

Attenzione ai risultati

Infine, la neuroscienza può contribuire a indirizzare il team verso il raggiungimento dei risultati. Studi sul cervello rivelano che la prospettiva di ottenere ricompense attiva il sistema di ricompensa cerebrale, stimolando la motivazione e la concentrazione. Quindi feed-back positivi da parte dei leader e colleghi promuovono l’impegno e la focalizzazione.


Conoscendo il potenziale e le preferenze di intelligenza dei singoli, i leader possono sfruttare questo meccanismo per definire e comunicare obiettivi sfidanti ma raggiungibili, creare un senso di appartenenza e offrire ricompense tangibili e intangibili per i risultati raggiunti.

 

A tutto questo si aggiunge la creatività, come elemento essenziale per la risoluzione dei problemi e l’innovazione. Le neuroscienze hanno dimostrato che la creatività è influenzata dalla chimica del cervello, in particolare dalla presenza di neurotrasmettitori come la dopamina e la noradrenalina. Per promuovere la creatività all’interno del team può essere utile creare un ambiente di lavoro che incoraggi la sperimentazione e l’innovazione, la collaborazione e la condivisione delle idee.

 

In sintesi, integrare le neuroscienze nel processo di costruzione di un team efficace può, non solo, offrire preziose informazioni per la comprensione della diversità (del cervello sociale), ma fornire tecniche efficaci nell’ottimizzare le dinamiche di team.

 

Investire nel potenziale delle neuroscienze aiuta a costruire la fiducia, gestire i conflitti, incoraggiare la collaborazione, sviluppare la resilienza, promuovere la creatività per un successo a lungo termine delle organizzazioni.
In Prisma Servizi abbiamo definito un’offerta aziendale innovativa, che integrando i più recenti studi sul funzionamento del cervello con il modello elaborato da Patrick Lencioni, permette ai team di aumentare la collaborazione, l’impegno, la creatività per il raggiungimento di obiettivi comuni.

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